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Pilates Fitness Studio

Perché non proponiamo programmi uguali per tutti

Una delle domande che ricevo più spesso da chi arriva nel nostro studio è:

“Che programma mi farete fare?”

La mia risposta sorprende spesso le persone.

Perché la verità è che non posso saperlo ancora.

E non perché non abbia esperienza o perché il metodo non sia chiaro.

Al contrario.

Dopo oltre 25 anni trascorsi a osservare persone muoversi, allenarsi e cercare di stare meglio, ho imparato che il modo più veloce per sbagliare è partire dagli esercizi prima ancora di aver capito chi abbiamo davanti.

Per questo motivo non proponiamo programmi uguali per tutti.

Prima osserviamo.

Poi valutiamo.

Solo dopo costruiamo il percorso.

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Valutazione chinesiologica della postura e personalizzazione degli esercizi pilates mirati al miglioramento della postura

Due persone non sono mai uguali

Anche quando il problema sembra identico, le persone non lo sono.

Prendiamo ad esempio due persone con mal di schiena.

Entrambe possono riferire lo stesso sintomo.

Ma una può avere una forte rigidità delle anche.

L’altra può avere una perdita di forza.

Una può essere sedentaria da anni.

L’altra può praticare sport regolarmente.

Una può essere molto mobile ma poco stabile.

L’altra può essere forte ma estremamente rigida.

Il dolore è lo stesso.

La persona è completamente diversa.

E se la persona è diversa, anche il percorso dovrebbe esserlo.

 

Il corpo si adatta continuamente

Una delle cose più affascinanti del corpo umano è la sua capacità di adattamento.

Ogni giorno il corpo trova strategie per permetterci di lavorare, camminare, sollevare pesi, praticare sport e affrontare le attività quotidiane.

Il problema è che non tutte queste strategie sono efficienti.

Molte diventano compensazioni.

Alcune zone iniziano a lavorare troppo.

Altre troppo poco.

Con il passare del tempo il sistema perde equilibrio.

Ed è proprio qui che la semplice applicazione di un programma standard può diventare limitante.

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Prima ascoltiamo, poi osserviamo

Nel nostro metodo il primo passo non è l’esercizio.

È l’ascolto.

Cerchiamo di comprendere:

  • gli obiettivi della persona
  • le sue difficoltà
  • le sue abitudini
  • le sue esperienze precedenti

Successivamente osserviamo il movimento.

Perché molto spesso il corpo racconta cose che le parole non riescono a descrivere.

La valutazione ci aiuta a capire dove intervenire

Attraverso la valutazione funzionale e l’osservazione del movimento cerchiamo di individuare quali siano le priorità.

Spesso le persone pensano di avere bisogno di diventare più forti.

In realtà non sempre è così.

Molto frequentemente troviamo tensioni muscolari eccessive che limitano il movimento e alterano l’equilibrio del sistema.

In questi casi aggiungere forza senza prima intervenire sulle tensioni può significare costruire sopra fondamenta instabili.

Il nostro obiettivo non è potenziare a tutti i costi

Molti approcci partono immediatamente dal rinforzo.

La nostra esperienza ci ha insegnato che spesso è necessario fare un passo prima.

Osservare.

Comprendere.

Ridurre le tensioni dominanti.

Restituire libertà di movimento.

Solo dopo, quando necessario, sviluppare forza e stabilità.

Perché un sistema in equilibrio utilizza meglio la forza che possiede già.

Il corpo ricerca naturalmente l'equilibrio

La filosofia che guida il nostro lavoro si basa su un concetto molto semplice.

In natura i sistemi sani tendono all’equilibrio.

Anche il corpo umano funziona così.

Quando una parte lavora troppo e un’altra troppo poco, il sistema perde efficienza.

Il nostro obiettivo non è forzare il corpo.

Non è allenarlo contro se stesso.

Cerchiamo piuttosto di creare le condizioni affinché possa ritrovare il proprio equilibrio.

Quando questo accade, il movimento diventa più fluido, più efficiente e spesso anche più piacevole.

Dove entra in gioco il Pilates?

Molte persone arrivano da noi perché cercano il Pilates.

E il Pilates rappresenta uno strumento straordinario.

Ma non è il punto di partenza.

Prima viene la persona.

Poi viene la valutazione.

Poi viene il percorso.

Solo dopo scegliamo gli strumenti più adatti.

Tra questi può esserci il Pilates, utilizzato per migliorare mobilità, controllo, forza funzionale e consapevolezza del movimento.

Ma il metodo viene sempre adattato alla persona, non il contrario.

 

Personalizzare significa rispettare la persona

Per noi personalizzare non significa semplicemente modificare un esercizio.

Significa riconoscere che ogni persona possiede una storia, un corpo e delle esigenze uniche.

Ed è proprio per questo che non crediamo nei programmi uguali per tutti.

Crediamo nei percorsi costruiti intorno alla persona.

Perché quando il movimento viene osservato, compreso e rispettato, il cambiamento diventa più efficace e più duraturo.

esercizio di addominali con postura corretta su reformer