Perché una valutazione iniziale è fondamentale prima di iniziare un percorso di esercizio
Quando una persona arriva nel nostro studio per la prima volta, spesso è pronta a iniziare subito.
Vuole stare meglio, muoversi con meno dolore, sentirsi più forte o semplicemente tornare a fare attività fisica.
Ed è comprensibile.
Ma c’è una domanda che mi pongo sempre prima di scegliere qualsiasi esercizio:
“Di cosa ha realmente bisogno questa persona?”
Dopo oltre 25 anni di esperienza nell’insegnamento del movimento, ho imparato che iniziare un percorso senza una valutazione iniziale è un po’ come partire per un viaggio senza sapere dove ci si trova.
Si può camminare per ore, ma non è detto che si stia andando nella direzione giusta.
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Perché due persone con lo stesso problema possono avere bisogno di percorsi diversi
Perché due persone con lo stesso problema possono avere bisogno di percorsi diversi
Una delle convinzioni più diffuse è che persone con lo stesso sintomo abbiano bisogno degli stessi esercizi.
In realtà accade spesso il contrario.
Prendiamo ad esempio due persone con mal di schiena.
Entrambe hanno dolore nella stessa zona, ma una può avere:
- rigidità delle anche
- scarsa mobilità toracica
- sedentarietà
L’altra può presentare:
- perdita di forza
- difficoltà di equilibrio
- schemi di movimento compensatori
Il sintomo è simile.
La persona è completamente diversa.
Ecco perché un programma standard spesso non è la soluzione migliore.
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Il corpo non è una macchina uguale per tutti
Ogni persona arriva con una storia diversa.
C’è chi ha praticato sport per anni.
Chi trascorre molte ore seduto.
Chi convive con piccoli dolori da tempo.
Chi ha smesso di muoversi per paura di peggiorare una situazione.
Quando osservo una persona, non guardo soltanto il problema che mi racconta.
Cerco di capire:
- come si muove
- come utilizza il proprio corpo
- quali strategie ha sviluppato nel tempo
Perché il movimento racconta sempre qualcosa.
Che cosa osserviamo durante una valutazione iniziale
Molte persone immaginano la valutazione come una serie di test complicati.
In realtà il nostro obiettivo è molto semplice: comprendere come si muove il corpo.
Osserviamo aspetti come:
- postura
- mobilità articolare
- equilibrio
- coordinazione
- controllo motorio
- qualità del movimento
Non cerchiamo difetti.
Cerchiamo informazioni utili per costruire il percorso più adatto.
La valutazione non serve a trovare problemi
Questo è un punto molto importante.
La valutazione iniziale non è una caccia agli errori.
Non serve a etichettare una persona come “rigida”, “debole” o “fuori forma”.
Serve a individuare le risorse da cui partire e gli aspetti che possono essere migliorati.
Ogni persona possiede già delle capacità.
Il nostro compito è valorizzarle e svilupparle.
Perché copiare gli esercizi trovati online spesso non funziona
Uno dei valori in cui crediamo maggiormente è la personalizzazione.
Non perché sia una parola di moda.
Ma perché il corpo umano è unico.
Per questo motivo non proponiamo programmi identici per tutti.
Ogni percorso nasce dall’incontro tra:
- la persona
- i suoi obiettivi
- il suo modo di muoversi
- la sua storia
La valutazione iniziale è ciò che rende possibile questa personalizzazione.
Come trasformiamo la valutazione in un percorso personalizzato
Una volta completata la valutazione, il nostro lavoro non consiste nel distribuire una scheda di esercizi uguale per tutti.
Ogni persona arriva con una storia diversa, abitudini diverse e modalità di movimento diverse.
Per questo il nostro approccio segue alcune fasi precise.
La prima è l’ascolto.
Prima ancora di osservare il movimento, cerchiamo di comprendere la persona: i suoi obiettivi, le sue difficoltà, le sue paure e le sue aspettative.
La seconda fase è l’osservazione.
Osserviamo come il corpo si muove, come organizza il movimento e quali strategie utilizza per adattarsi alle richieste della vita quotidiana.
Successivamente utilizziamo test funzionali e valutazioni chinesiologiche che ci aiutano a individuare eventuali squilibri nel sistema muscolare e nel controllo del movimento.
Spesso scopriamo che il problema non è la mancanza di forza.
Molto più frequentemente troviamo aree caratterizzate da tensioni eccessive che limitano il movimento e costringono il corpo a sviluppare compensazioni.
Per questo motivo il nostro primo obiettivo raramente è “potenziare”.
Il primo obiettivo è restituire libertà di movimento.
Cerchiamo innanzitutto di ridurre le tensioni dominanti e di migliorare l’equilibrio del sistema.
Solo successivamente, quando necessario, lavoriamo sul rinforzo delle strutture che ne hanno realmente bisogno.
Il corpo ricerca naturalmente l'equilibrio
Il corpo ricerca naturalmente l’equilibrio
La filosofia che guida il nostro lavoro nasce da un concetto semplice.
In natura i sistemi sani funzionano grazie all’equilibrio.
Anche il corpo umano segue questa logica.
Quando un distretto lavora troppo e un altro troppo poco, il sistema perde efficienza.
Molti approcci cercano di risolvere il problema aggiungendo continuamente forza, intensità o carico.
La nostra esperienza ci ha insegnato che spesso il primo passo è diverso.
Prima occorre eliminare ciò che ostacola il movimento.
Ridurre tensioni eccessive.
Restituire mobilità.
Migliorare la qualità del gesto.
Creare le condizioni perché il corpo possa ritrovare il proprio equilibrio.
Solo a quel punto forza, stabilità e performance possono svilupparsi in modo naturale e duraturo.
Dove entra in gioco il Pilates?
Molte persone arrivano da noi perché cercano il Pilates.
Ma il Pilates, per noi, non è il punto di partenza.
È uno degli strumenti che possiamo utilizzare.
Prima viene la persona.
Poi viene la valutazione.
Poi vengono gli obiettivi.
Solo a quel punto scegliamo gli strumenti più adatti.
Tra questi può esserci il Pilates, ma anche altre strategie di esercizio e movimento.
Il metodo non deve essere adattato alla persona.
È il percorso che deve essere costruito intorno alla persona.
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Perché lavorare con un team di chinesiologi fa la differenza
Molte persone vedono la valutazione come un passaggio preliminare.
Io la considero una parte fondamentale del percorso.
Perché più comprendiamo il punto di partenza, più sarà facile costruire una strada efficace.
In fondo, il nostro obiettivo non è semplicemente fare esercizi.
È aiutare ogni persona a muoversi meglio, sentirsi meglio e raggiungere risultati che durino nel tempo.

